Consapevolezza | pensiero della settimana

Gli occhi esteriori non vedono sé stessi. L’occhio interiore è il suo stesso riflesso.


Quando guardiamo possiamo vedere molte cose, ma gli occhi non possono vedere sé stessi se non con l’aiuto di uno specchio. Noi non siamo abituati all’introspezione. Per quanto coloro che seguono il TAO dicano di guardare dentro per ottenere l’auto-consapevolezza, noi ci confonderemo se usiamo lo stesso atteggiamento del guardare con gli occhi.

È per questo che è importante chiarire bene questo fin dall’inizio: non cercare di capire te stesso con lo stesso l’atteggiamento della vista fisica. Guarda dentro usando la visione interiore.

Per secoli genti di diverse culture hanno fatto riferimento all’ “occhio della mente”, o all’ “occhio interiore”, o al “terzo occhio”. Tutti questi modi sono indicazioni che c’è un modo distinto di guardare dentro. Nella meditazione è importante scoprire e utilizzare questa modalità d’introspezione. Dobbiamo andare oltre il pensiero, oltre la visualizzazione, oltre l’immaginazione e aprire realmente una parte della mente che la maggior parte delle persone lascia dormiente. L’occhio interiore ha il suo luogo profondamente sepolto nel cervello. Quando viene aperto, ci permette di ricevere esperienze più sottili di quelle che riceviamo nel nostro stato fisico. Forse guardare e vedere sono termini impropri, dopo tutto. Noi non “vediamo” necessariamente delle immagini con il nostro occhio interiore. Noi otteniamo una consapevolezza diretta che va oltre l’immagine. –– 

–– Deng Ming-Dao – 365 TAO, Daily Meditations (trad. Paola)