Austerità | pensiero della settimana

L’auto-disciplina porta a stati spirituali superiori soltanto se praticata con comprensione. Più è chiaro il fine, maggiore il risultato.


Dobbiamo distinguere tra disciplina con uno scopo e disciplina cieca. La disciplina con uno scopo è semplicemente un mezzo per un fine, ed è giovevole. La disciplina ciela non ha un vero scopo e così diventa fanatismo. Nel passato, molte persone spirituali credevano in un duro ascetismo. Si flagellavano, vivevano in fredde e umide caverne, si torcevano in posizioni scomode, digiunavano pericolosamente per lunghi periodi di tempo. Anche troppo spesso queste persone perdevano di vista le loro mete. Dobbiamo essere fortemente disciplinati, ma dobbiamo anche non perdere di vista il significato intrinseco.

Vivere austeramente con una chiara comprensione del perché e come stiamo facendo le cose non richiede pratiche esoteriche. A pochi di noi dispiace fare uno sforzo extra e anche sopportare una difficoltà se sappiamo che da ciò otterremo qualcosa di meglio. Disciplina e austerità riguardano solo questo: fare sforzi extra per ottenere una vita migliore.–– 

–– Deng Ming-Dao – 365 TAO, Daily Meditations (trad. Paola)


 

Consapevolezza | pensiero della settimana

Gli occhi esteriori non vedono sé stessi. L’occhio interiore è il suo stesso riflesso.


Quando guardiamo possiamo vedere molte cose, ma gli occhi non possono vedere sé stessi se non con l’aiuto di uno specchio. Noi non siamo abituati all’introspezione. Per quanto coloro che seguono il TAO dicano di guardare dentro per ottenere l’auto-consapevolezza, noi ci confonderemo se usiamo lo stesso atteggiamento del guardare con gli occhi.

È per questo che è importante chiarire bene questo fin dall’inizio: non cercare di capire te stesso con lo stesso l’atteggiamento della vista fisica. Guarda dentro usando la visione interiore.

Per secoli genti di diverse culture hanno fatto riferimento all’ “occhio della mente”, o all’ “occhio interiore”, o al “terzo occhio”. Tutti questi modi sono indicazioni che c’è un modo distinto di guardare dentro. Nella meditazione è importante scoprire e utilizzare questa modalità d’introspezione. Dobbiamo andare oltre il pensiero, oltre la visualizzazione, oltre l’immaginazione e aprire realmente una parte della mente che la maggior parte delle persone lascia dormiente. L’occhio interiore ha il suo luogo profondamente sepolto nel cervello. Quando viene aperto, ci permette di ricevere esperienze più sottili di quelle che riceviamo nel nostro stato fisico. Forse guardare e vedere sono termini impropri, dopo tutto. Noi non “vediamo” necessariamente delle immagini con il nostro occhio interiore. Noi otteniamo una consapevolezza diretta che va oltre l’immagine. –– 

–– Deng Ming-Dao – 365 TAO, Daily Meditations (trad. Paola)


 

Il pensiero sincronico, Marie-Louise von Franz

Il pensiero sincronico, che in Cina è il modo classico di pensare, è un pensare per campi, per così dire. Nella filosofia cinese questo pensiero si è sviluppato e articolato molto più che nelle altre civiltà; lì la domanda non è perché sia accaduto qualcosa, o quale fattore abbia causato un certo effetto, ma: quali eventi amano accadere insieme, in un modo significativo e nello stesso momento? I cinesi si chiedono sempre: “cosa tende ad accadere insieme nello stesso tempo?” Perciò il centro del loro concetto di “campo” è un istante temporale in cui sono stretti gli eventi…

–– Estratto da: Divinazione e sincronicità – Marie-Louise von Franz, Edizioni Tlon


 

Bravura | pensiero della settimana

Un tempo il lottatore era robusto come un toro. Amava flettere i suoi enormi avambracci unti d’olio prima di sconfiggere con gioia gli avversari. Ma ora la pelle fragile si tende sulle ossa, e il respiro affannoso è solo un’ombra del suo ruggito virile.


In ogni momento della vita, è prudente riflettere sulla natura della bravura. Se ne possiedi una, gloriatene e usala con saggezza e compassione. Ma non dovresti pensare di essere proprio tu a fare quelle cose. Quella forza l’hai in prestito. Non è tua. È un dono, qualcosa qui per te finchè hai la fortuna di averla. Una volta andata, non ci saranno più vittorie e sarai bloccato con quel corpo e quella mente. Quando vieni umiliato, che cosa se n’è andato? Tu sei ancora qui, qui a sentire la sofferenza di non essere capace di fare ciò che un tempo eri in grado di fare… a meno che non impari a esecitare la tua bravura senza identificarti con essa.

Coloro che mancano di imparare questa lezione diventano dei vecchi amareggiati. Imprecano alla via. Perdono la fede. Questo perché avevano posto tutta la loro auto-stima nelle loro abilità e non in chi essi erano.

È per questo che è bene meditare, e accumulare non vittorie ma l’esperienza di quelle vittorie. Assaporale. Nessuno potrà mai togliertele.

È l’esperienza che viene dalla bravura, non la bravura stessa, che ha valore.–– 

–– Deng Ming-Dao – 365 TAO, Daily Meditations (trad. Paola)


 

Risoluzione | pensiero della settimana

Impronte sulla sabbia. Presto lavate via: la mente come un litorale..


Andare in spiaggia significa camminare all’aria fresca, ascoltare il suono delle onde, sentire lo sfregamento della sabbia sotto i piedi. La stretta striscia tra la spiaggia e l’oceano è il luogo perfetto per comprendere la mente dell saggio. Così come c’è un equilibrio dinamico tra la spiaggia e l’acqua, altrettanto c’è un equilibrio dinamico tra il lato attivo e il lato quiescente della mente. Così come la sabbia viene costantemente lavata, altrettando noi dovremmo tenere la nostra mente libera da impessioni indugianti.

Spesso lasciamo che pensieri, rimpianti e dubbi di passate attività si trascinino nel presente. Questo ci porta verso il conflitto. Invece di permettere che accada, dovremmo agire senza produrre conseguenze. Ciò richiede una grande accuratezza. Una tale completezza è una sfida, ma avere successo è vivere in modo perfetto. Risolvendo i problemi di ogni giorno nel modo per noi maggiormente soddisfacente, otteniamo la sublime purezza di una spiaggia costantemente lavata dalla onde.–– 

–– Deng Ming-Dao – 365 TAO, Daily Meditations (trad. Paola)


 

Rifugio | pensiero della settimana

Luce dorata sfiora la baia azzurrina, aria intensamente densa d’alloro. Oscurità senza vento si spalma nella notte, uno stagno di suoni in un boschetto nascosto.


Per quanto sia turbolento questo mondo, ci sono comunque giorni e luoghi dove ci è concessa una certa tranquillità. Quando succede, è giusto riposarsi dalla tribolazioni e dall’affanno di essere nel mondo per cogliere il vantaggio di ciò che ci viene offerto. Talvolta sarà il senso di pace del tramonto, quando il sole accecante si riconcilia con l’orizzonte e nell’aria indugia un senso di accettazione. Altre volte accadrà di incontrare un luogo segreto, forse un boschetto che promette un misterioso conforto.

In tali posti privati, possiamo spesso trovare pace. Tale quiete può perfino essere preziosa, come quando notiamo la profonda voce di un ruscello che non abbiamo mai udito prima perché troppo occupati. Infatti, a volte siamo così esausti per via delle nostre attività quotidiane che dimentichiamo di notare la necessità di ricaricarci.

Il rinnovamento è un forte tonico. Avendo un rifugio e riposando, possiamo prepararci ad andare di nuovo avanti.–– 

–– Deng Ming-Dao – 365 TAO, Daily Meditations (trad. Paola)


 

Il VUOTO nel Taoismo, Giangiorgio Pasqualotto

Il più celebre e chiaro riferimento al vuoto che la tradizione taoista ci ha insegnato è quello contenuto al capitolo IX dal DaoDeJing:

“Si ha un bel riunire trenta raggi in un mozzo, / l’utilità della vettura dipende da ciò che non c’è.

Si ha un bel lavorare l’argilla per fare vasellame, / l’utilità del vasellame dipende da ciò che non c’è.

Si ha un bell’aprire porte e finestre per fare una casa, / l’utilità della casa dipende da ciò che non c’è.

Così, traendo partito da ciò che è, si utilizza ciò che non c’è.”

Per poter affrontare il problema del significato filosofico di tale passo, è innanzitutto necessaria una precisazione di ordine lessicale:

  il carattere (wu) non può essere reso semplicemente con “non-essere”. Nelle lingue e nelle tradizioni filosofiche europee il “non-essere” ha infatti, per lo più, da Parmenide in poi, un’accezione metafisica che tende a identificarlo con il Nulla assoluto, con il vuoto totale, puro; invece nelle lingua e nel pensiero cinese il carattere wu significa”non-esserci”, “non”, “senza” (*); non rinvia dunque né al semplice opposto ontologico o logico di “essere”, né a un Nulla o a un Non-essere originario, fondamento e causa prima degli enti, ma rimanda a un’assenza determinata, nel senso di “qualcosa che non c’è”, ovvero a un vuoto determinato, nel senso di “ciò che in qualcosa non c’è”. (…)

In ogni caso wu indica un vuoto determinato, non astratto: non indica un concetto generale, ma segnala sempre la presenza e, come si vedrà, l’efficacia del vuoto-di-qualcosa. Non è un caso, allora, che nel testo sopra riportato il traduttore premetta sempre al termine “non-essere” il pronome “suo”, sottolineando in tal modo che non si tratta del Non-essere in sé e per sé, ma del non-essere diversamente determinato, ossia di un vuoto specifico: di quello del mozzo, di quello del vaso, di quello delle porte e di quello delle finestre.––

– – – – –

(*) È da ricordare che il carattere wu deriva dalla stilizzazione di una balla di fieno e di un fuoco sottostante, ad indicare ciò che rimane dopo l’azione del fuoco: niente. (…) 

–– Estratto da: Estetica del vuoto. Arte e meditazione nelle culture d’Oriente – Giangiorgio Pasqualotto, ed. Marsilio


Gua del mese: luglio 2026 | 44 muta in 33


 

Nel mezzo | pensiero della settimana

Coloro che stanno nel mezzo dominano l’intero.


Oggi è il 183 giorno. È esattamente il giorno a metà dei 365 giorni dell’anno.

Una volta raggiunto il centro di qualcosa, si può dominare l’intero a piacere. Negli scacchi, quelli che conquistano il centro della scacchiera solitamente si trovano nella posizione migliore. Durante un ciclone, coloro che ne raggiungono l’occhio sono al sicuro. Nel prendere delle decisioni, quelli che si attengono al centro sono saggi.

Ci sono 182 giorni da una parte e dall’altra di “oggi” che compongono l’anno. Non c’è un giorno centrale in un periodo di numero pari. È all’interno di un contesto dispari che esiste un centro. È un contesto dispari ad essere dinamico.

In tutti gli ambiti della vita, è bene stabilire mete e parametri, definire l’estensione di ogni cosa che si fa. In questo modo, si saprà quando si sarà raggiunto il centro, e perseverare sarà più facile.

–– Deng Ming-Dao – 365 TAO, Daily Meditations (trad. Paola)


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Addio | pensiero della settimana

Ci separiamo agli incroci. Tu te ne vai con le tue gioie e i tuoi problemi, io con i miei. Ormai solo, guardo la strada. Ognuno deve percorrere il suo proprio sentiero.


I sentieri delle persone s’incrociano troppo brevemente quando si condivide un’amicizia, ma ciò non rende quei momenti meno preziosi. Dobbiamo cogliere i vantaggi del supporto e della condivisione in modo che sia di beneficio reciproco. Ogni volta che prendiamo da qualcuno, dovremmo cercare di ritornare qualcosa. Questo è fondamentale. Nessuno dovrebbe dipendere da un’altra persona, o aspettarsi che un altro li porti per lunghe distanze lungo la strada. Gli amici dovrebbero camminare fianco a fianco per il tempo che il viaggio li porta insieme, senza diventare dipendenti l’uno dall’altro.

Non dovrebbe esserci alcun obbligo. Se posso aiutare qualcuno a fare qualcosa, allora devo farlo senza alcuna esitazione, aspettativa di ricompensa o debito. Se c’è qualcosa che ho bisogno di imparare e il mio compagno può mostrarmelo, allora dovrei umilmente accettarlo. Nessuno ha il “possesso” della conoscenza: dovrebbe essere liberamente condivisa.

Separarsi è intrinseco a tutti gli incontri. Nulla dura per sempre. La transitorietà è ciò che da intensità alla vita. Ogni persona è responsabile per sé stessa. Non c’è alcuna strada da percorrere se non la propria.

–– Deng Ming-Dao – 365 TAO, Daily Meditations (trad. Paola)