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Quanto rumore si è fatto …

Colui che ha il piede palmato piange se le sue dita vengono separate a forza; colui che ha un sesto dito nella mano piange se gli viene morso via. Di questi due, uno ha un dito in più, l’altro un dito in meno, ma la loro sofferenza è identica.

Oggi le persone benevole soffrono per i mali del mondo, mentre le persone non benevole accumulano ricchezze e onori, incuranti della propria natura intrinseca e del proprio destino.

L’intenzione della benevolenza e della giustizia non appartiene alla natura intrinseca dell’essere umano. Fin dai tempi delle Tre Ere, quanto rumore si è fatto intorno a queste virtù!

Estratto da: ZhuangZi, cap. 8 | a cura di A. S. Sabbadini – Ed. Feltrinelli


Riflessione personale


 

Ciò che considero giusto …

Ciò che considero giusto non è ciò che viene considerato benevolenza o giustizia: il giusto è la virtù, semplicemente aderire alla propria natura intrinseca e al proprio destino.

Ciò che considero un buon udito, non è la capacità di udire l’altro: è semplicemente udire sé . Ciò che considero vista limpida, non è la capacità di vedere l’altro: è semplicemente la capacità di vedere sé..

Colui che non vede sé ma vede l’altro, colui che non è contento della propria sorte ma desidera quella di un altro, realizza ciò che appartiene all’altro ma perde ciò che appartiene a lui stesso; realizza ciò che è appropriato all’altro ma non ciò che è appropriato a lui stesso.

–– Zhuangzi, cap. 8 | a cura di A. S. Sabbadini – Ed. Feltrinelli


 

L’utilità dell’inutile, ZuangZi

“Gli alberi della montagna sono essi stessi i propri nemici; il grasso della torcia alimenta il fuoco che lo brucia; l’albero della cannella viene scorticato per via della sua corteccia commestibile; l’utilità della lacca fa sì che l’albero che la produce venga tagliato.

Tutti conoscono l’utilità dell’utile, ma nessuno conosc l’utilità dell’inutile!”

– ZhuangZi, cap. 4