Archivi categoria: Pensiero della settimana

Ascesa | pensiero della settimana

Mattino rigido, gradini di pietra. Il sentiero al tempio è ripido. A volte possiamo inciampare, ma dobbiame sempre alzarci nuovamente.


Coltivare la spiritualità è un’attività quotidiana. Non importa quanto si è raggiunto un giorno, dobbiamo continuare il successivo. Il progresso è spesso così impercettibile che possiamo trovare futile tale sforzo, ed è faticoso alzarsi ogni mattino e provare di nuovo con lo stesso entusiasmo. Eppure questo è proprio quello che dobbiamo fare.

Se beneficiamo di direzione, talento e circostanze appropriate, allora buona parte della nostra attenzione deve essere posta a questo semplice sforzo quotidiano. Nessuno è mai balzato al cielo di colpo. La spiritualità si conquista arrampicandosi con costanza, come un’impegnativa salita a un tempio sulla montagna. I gradini possono essere migliaia, il percorso ripido. Ci vuole molto tempo per arrivare, e dobbiamo accontentarci dei panorami lungo la via, pensando che in cima la vista sarà la più bella di tutte. Se cadiamo, dobbiamo rialzarci e riprendere il sentiero.

Il successo nella vita spirituale è misurato non dagli eventi spettacolari, ma dalla dedizione quotidiana. Questa volontà d’acciaio, questa profonda sincerità sostiene la nostra ascesa.–

–– Deng Ming-Dao – 365 TAO, Daily Meditations (trad. Paola)


 

Contadini | pensiero della settimana

Semplice gente di campagna dai corpi rotondi, pelle che si abbronza al calore della valle. Perché parlar loro del TAO? Mangiano quando hanno fame, dormono quando sono stanchi. Neanche un saggio con infiniti accorgimenti potrebbe pareggiarli nella loro semplicità.


Volete comprendere la semplicità? Andate a vivere con i contadini. Le loro attività quotidiane sono coordinate alle stagioni, sono vicini alla terra e non passano il tempo a escogitare come acquisire uno status. Sono onesti e semplici. Non fanno distinzione tra chi sono come individui e chi sono come contadini.

Quelli che vivono nelle città farebbero estremamente fatica na raggiungere la semplicità di un contadino. La semplicità, dopotutto, è ciò che il TAO celebra maggiormente. Chi ha bisogno di conoscere tutti i numeri del pi greco? Chi ha bisogno di schematizzare una nuova politica monetaria? Chi ha bisogno di darsi da fare per ottenere un incarico politico? Nessuna di queste cose è necessaria per essere un umano.

Rinunciate alle cose superflue.

–– Deng Ming-Dao – 365 TAO, Daily Meditations (trad. Paola)


 

Il ragno | pensiero della settimana

La mente nel centro irraggia otto zampe, creando una suprema ragnatela per setacciare il TAO.


Il ragno è una perfetta creatura del TAO. Il suo corpo è un’elegante espressione della sua mente. Tesse bellissimi fili e le sue zampe sono perfettamente adatte a creare e a camminare sulla sua ragnatela. Dal suo centro, il ragno irraggia il suo mondo con sobria economia.

La posizione del ragno rispetto al TAO è allestire uno schema: la sua mente determina questo schema; manifesta il flusso del TAO e non fa nulla per interferire con esso. Semplicemente crea il modello e attende che il TAO gli porti il sostentamento. Ciò che da esso gli arriva, egli lo accetta. Ciò che non gli arriva, non lo preoccupa.

Una volta tesa la ragnatela, il ragno non pensa di estendersi innaturalmente. Non fa guerra al suo vicino, non va in cerca di avventure in altri paesi, non cerca di volare sulla luna, non costruisce fabbriche, non cerca di asservire gli altri, non cerca di essere intellettuale.

È semplicemente chi lui è, e si accontanta di questo.

–– Deng Ming-Dao – 365 TAO, Daily Meditations (trad. Paola)


Comunicazione

Giovedì 7 maggio ore 20:30 Zoom | Serata Aperta sulla Pratica Oracolare


Non chiamatemi seguace del TAO | pensiero della settimana

Seguire il TAO è un compito intensamente personale dove si passa ogni minuto della propria vita con il ritmo universale. Segui il fluido e infinitamente mutevole TAO e sperimenterai innumerevoli meraviglie. Non vorrai null’altro se non essere vuoto davanti ad esso: uno specchio perfetto, aperto a ogni sfumatura.

Se poni un’etichetta a chi sei, vi è una separazione dal TAO. Non appena accetti un attributo di razza, genere, nome o gruppo, definisci te stesso diversamente dal TAO.

Questo è il motivo per cui coloro che seguono il TAO non identificano mai sé stessi con il nome del TAO. Non si curano di etichette, di status sociale o di gradi. Tutti noi abbiamo la stessa occasione di essere con il TAO.

  • Rifiuta le etichette
  • Rifiuta le identità
  • Rifiuta la conformità
  • Rifiuta la convenzione
  • Rifiuta le definizioni
  • Rifiuta i nomi 

–– Deng Ming-Dao – 365 TAO, Daily Meditations (trad. Paola)


Comunicazioni

Serata Aperta sulla Pratica Oracolare | Giovedì 7 maggio ore 20:30 – Zoom


Per chi fosse interessato, Giovedì 23 maggio ore 20:30 su Zoom, terrò un incontro su “L’Astronomia dell’Astrologia”


 

Lavoro | pensiero della settimana

Il taglialegna lavora in tutte le stagioni. Spaccare la legna è sia azione che inazione.


Anche quando nevica, il taglialegna deve spaccare la legna. Se non lo facesse, lui e la sua famiglia non starebbero al caldo e quelli che dipendono da lui non sopravviverebbero.

Ma il taglialegna non lavora in modo frammentato; lavora in concerto con le stagioni. Lavora duramente per fare scorta di ceppi prima che arrivi il primo freddo, così da avere solo da spaccarli poi in piccoli pezzi. Il lavoro sembra allora leggero in quella stagione, ma lo è poiché è stato industrioso nella precedente.

Quando spacca la legna, piazza il ceppo su una base e solleva l’ascia. Poi, però, deve colpire il ceppo secondo la venatura e lasciando che l’ascia si abbatta con tutto il suo peso: se cerca di fendere non sguendo la venatura, sprecherebbe il suo sforzo; se cerca di aggiungere forza al movimento dell’ascia, non otterrebbe nulla.

Come il taglialenga, tutti noi possiamo trarre beneficio dal lavorare secondo le circostanze della stagione. Che riguardi il momento o il metodo, il vero lavoro è metà iniziativa e metà sapere come lasciare che le cose procedano da sé.

–– Deng Ming-Dao – 365 TAO, Daily Meditations (trad. Paola)


 

Immaginazione | pensiero della settimana

L’immaginazione è tenue e fragile. I sogni trattengono una falsa realtà. L’immaginazione può costruire ponti, i sogni possono ingannare.


Quando sogniamo, l’esperienza è spesso coinvolgente. Gli incubi ci fanno svegliare tremanti e sudati – i sogni piacevoli ci lasciano con desideri insoddisfatti. Alcuni sogni sono una forma di guarigione, il modo in cui la nostra mente si riassetta. Tali sogni non hanno una realtà oggettiva nel nostro mondo di veglia.

Anche l’immaginazione è una forma di coinvolgimento mentale. È un modo di proiettare i nostri pensieri in immagini credibili che possono essere contemplate e manipolate. Possiamo giocare con la nostra immaginazione, e usarla per ideare progetti creativi.

Sia l’immaginazione che i sogni sono attività mentali che si somigliano, tuttavia differiscono in quanto a parteciapzione conscia. Nel caso del sogno vi è una totale sospensione della razionalità e della consapevolezza, per cui i sogni hanno poca o nulla possibilità di direttiva. Non c’è modo di controllarli. Di contro, l’immaginazione è uno strumento con cui far sì che la nostra vita possa essere migliore, diversa e creativa. Cooperando con l’immaginazione, possiamo realizzare cose che ” non avremmo mai sognato possibili”. 

–– Deng Ming-Dao – 365 TAO, Daily Meditations (trad. Paola)


 

Predilezione | pensiero della settimana

Coloro che seguono il TAO lo fanno per loro predilezione.    Non ci sono promesse, eppure le ricompense sono incommensurabili.


Tra tutte le tradizioni spirituali, seguire il TAO è tra le meno popolari.  Chi vi aderisce è povero e ammantato di umiltà. Di contro, molte tradizioni offrono i cieli, il perdono, il conforto, l’estasi, la comunità, il potere, la ricchezza. Il TAO offre solo tre cose: buona salute, una via nella confusione della vita, e la liberazione dalla paura della morte.

Per questo sono così pochi i seguaci del TAO. Non c’è glamour, non ci sono raduni, non c’è un ordine di gradi. O sei nello stato di TAO oppure sei temporaneamente fuori di esso. Quando muori, muori.

Si deve essere tenaci per seguire il TAO. Se riesci ad evitare di sentirti scoraggiare dalla povertà, dall’isolamento e dall’essere ignorato, troverai un’irremovibile devozione che durerà l’intera tua vita, e ricompense che giungeranno lentamente e sottilmente. Potresti non essere improvvisamente ricco e influente, ma scoprirai, con tua grande gioia, che vi è una segreta fonte di sostentamento. Una volta gustata, tutti i dubbi svaniranno e sia la povertà che la solitudine saranno facili da sopportare.–

–– Deng Ming-Dao – 365 TAO, Daily Meditations (trad. Paola)


 

Mutismo | pensiero della settimana

Più dimori nello spirito, più ti allontani dai modi comuni. Se vuoi parlare delle meraviglie del TAO, pochi ti ascolteranno.


Se trascorri un lungo periodo di tempo a studiare e a coltivare te stesso, entrerai nel TAO. Facendolo, entrerai anche in un mondo di straordinarie percezioni. Sperimenterai cose inimmaginabili, riceverai pensieri e insegnamenti che sembrano non provenire da alcun luogo, percepirai cose che potrebbero venir classificate come “preveggenze”. Tuttavia, se cerchi di comunicare ciò che sperimenti, nessuno ti capirà, nessuno ti crederà. Più percorri questa strada, più ti allontani dai modi comuni della società. Puoi vedere la verità, ma troverai che le persone preferiscono ascoltare i politici, gli intrattenitori e i ciarlatani.

Se ti conoscono come un seguace del TAO, la gente può venirti a cercare, ma difficilmente comprenderanno veramente il TAO. Sono persone che si servirebbero del TAO come di una stampella. Parlare con loro delle meraviglie che hai visto è spesso ingaggiare un futile incontro di comunicazione male interpretata. È per questo che viene detto che coloro che sanno non parlano.

Perché non starsene semplicemente in silenzio? Goditi il TAO e lascia che gli altri pensino che tu sia muto. Dentro di te conoscerai la gioia dei misteri del TAO. Se incontri qualcuno che può trarre profitto della tua esperienza, condividila. Ma se sei semplicemente un vagabondo in una folla di estranei, è saggio tacere.–

–– Deng Ming-Dao – 365 TAO, Daily Meditations (trad. Paola)


 

Assorbimento | pensiero della settimana

Luce cremisi tra le ombre di un pino. Sole che tramonta nell’oceano. La notte segue il tramonto, il giorno segue la fuggevole luna . 

Troppo spesso tendiamo a pensare all’assorbimento come a una cosa statica: l’acqua viene assorbita dalla spugna e lì resta. Ma il vero assorbimento è un totale coinvolgimento  nell’evoluzione della vita senza alcuna esistazione o contraddizione. Nella natura non vi è alienazione. Tutto ha appartenenza.

Soltanto gli esseri umani si tengono distaccati da questo processo. Abbiamo la nostra civiltà, i nostri piani personali, le nostre fugaci emozioni. Ci separiamo dal processo perfino quando desideriamo amore, compagnia, comprensione e comunione. Ci esauriamo nel farci domande, nel farci valere nei momenti sbagliati, o lasciando che l’odio e l’orgoglio offuschino le nostre percezioni. La nostra alienazione è auto-generata.

Nel frattempo, tutta la natura continua costantemente a scorrere. Dobbiamo lasciarci andare, entrare liberamente nel processo della natura ed essere assorbiti da essa. Se integriamo noi stessi in questo processo, scopriremo il successo. Allora la sequenza delle cose sarà evidente come il giungere del sole e della luna, e ogni cosa sarà come dovrebbe essere.–

–– Deng Ming-Dao, 365 TAO Daily Meditations (trad. Paola)


 

Visioni | pensiero della settimana

Nessuna visione indotta da droghe o auto-suggestioni: perforare tutte le visioni per vedere il vuoto.

Il TAO non si scopre attraverso le droghe o altri mezzi esterni. Per qunto si possano avere delle visioni, come sapere che cosa significano?

Per quanto vivide, per quanto sembrino profonde, affinché siano utili vanno comprese. Anche la meditazione porta visioni, voci, sensazioni e certezze assolute. Ma è prima essenziale avere una preparazione per queste esperienze. Un esperto può porre queste nuove esperienze in una cornice di riferimento in modo istantaneo: senza far confusione e distinguendo il vero dal falso. Dopotutto, anche le percezioni durante la meditazione lasciano spazio al dubbio.

Non tutto ciò che si riceve durante la ricerca spirituale è vero. Ci sono inganni e bisogna essere in grado di riconoscerli. La forma che assume la visione è  funzionale al proprio grado di sofisticazione intettuale e pertanto rientra nei confini della propria mente. Se si vuole ricevere degli impulsi dal vero TAO, si dovrebbe sapere che questi non vengono come visioni.

Ricevere il TAO è entrare in uno stato di coscienza. Coloro che seguono il TAO possono per un attimo indulgere nelle visioni spirituali, ma poi imparano che vi è qualcosa di più importante di un’esplorazione senza fine delle visioni. L’oggetto finale è trascendere ogni schiavitù alla percezione. Soltanto ottenendo questo stato si può giudicare in modo adeguato la realtà.

–– Deng Ming-Dao, 365 TAO Daily Meditation (trad. Paola)