Ciò che considero giusto non è ciò che viene considerato benevolenza o giustizia: il giusto è la virtù, semplicemente aderire alla propria natura intrinseca e al proprio destino.
Ciò che considero un buon udito, non è la capacità di udire l’altro: è semplicemente udire sé . Ciò che considero vista limpida, non è la capacità di vedere l’altro: è semplicemente la capacità di vedere sé..
Colui che non vede sé ma vede l’altro, colui che non è contento della propria sorte ma desidera quella di un altro, realizza ciò che appartiene all’altro ma perde ciò che appartiene a lui stesso; realizza ciò che è appropriato all’altro ma non ciò che è appropriato a lui stesso.
–– Zhuangzi, cap. 8 | a cura di A. S. Sabbadini – Ed. Feltrinelli
