Guan – Gru. I due occhi della gru e le sue penne ben si mostrano. La gru viene fortemente identificata con l’idea dell’immobilità, e la forma moderna della parola significa anche “contemplazione”.
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A volte, sopra un’alta scogliera, gli antichi individuavano l’orgoglioso profilo di una gru.
Quando la gru emetteva un certo grido, gli antichi sapevano che la pioggia era in arrivo… tanto saggio era l’uccello, per quanto non avesse letto i classici.
La gru poteva stare ritta per ore su una sola gamba… tanto era forte, benché le sue gambe fossero sottili.
La gru volava sui laghi di montagna, guadava le acque, e attendeva pazientemente per poi catturare il pesce… tanto era osservatrice.
La gru combina vigilanza e movimento in modo magistrale. Queste sono esattamente le qualità che ci occorrono per muoverci nella vita e seguire il TAO. La vigilanza è difficile da osservare correttamente. Troppo spesso confondiamo la vigilanza con la passività… siamo pronti ad aspettare e osservare, ma dimentichiamo di agire. La vigilanza non è questione di semplicemente attendere, è questione del giusto tempismo. Occorre uno squisito senso della proporzione per sapere che non stiamo soltanto restando immobili… ci stiamo muovendo né più veloci né più lenti di quanto richieda la situazione.——
– Deng Ming-Dao, Everyday Tao [trad. Paola]
