LIAN – Praticare, allenamento, esperienza, drappo di seta. A sinistra vi è il carattere per “seta”. A destra la fonetica. Pratica significa ripetizione, come un drappo di seta che viene ripetutamente immerso nella tintura. Praticare è organizzare sé stessi fin nella propria fibra più profonda.
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Per ottenere la seta, i bozzoli del baco da seta devono essere bolliti prima che il filo possa essere sciolto. E occorrono molte più ore per tingere il filo e poi tessere un indumento di seta. Forse è per questo che l’idea della pratica viene equiparata al raffinamento previsto nel processo della seta. Gli studenti all’inizio sono grezzi, come il filamento del baco da seta. Soltanto dopo il raffinamento dato dalla pratica possono diventare come seta raffinata e preziosa.
Quando gli studenti si recavano dagli antichi per imparare il TAO, i maestri enfatizzavano la parola “lian”, pratica. Fin tanto che lo studente praticava, comprendere il TAO era possibile. Non c’era nessuna limitazione riguardo al genere. Non c’era nessun requisito di classe. Non c’era nessuna condizione a un qualche misterioso talento. Giovani e vecchi, ricchi e poveri, tutti erano benvenuti nel seguire il TAO. Ma dovevano fare lo sforzo. Dovevano purificarsi dalle cattive abitudini e dai pregiudizi. Dovevano lavorare per acquisire abilità, così non solo da aiutare gli altri ma vivere la propria vita nell’indipendenza. Per questo serve molto tempo. Serve praticare
Più ci si armonizza con il TAO, più facilmente si può tornare ad esso. Più si applicano le lezioni del TAO nelle situazioni della propria quotidianità, più abili si diventa nel muoversi attraverso la complessità della vita. Tutto ciò aumenta con la pratica. Come una donna che fila la seta, coloro che seguono il TAO attraggono livelli di significato sempre più raffinati––
–– Everyday Tao, Deng Ming-Dao [HarperOne] – Traduzione: Paola

“Gli alberi della montagna sono essi stessi i propri nemici; il grasso della torcia alimenta il fuoco che lo brucia; l’albero della cannella viene scorticato per via della sua corteccia commestibile; l’utilità della lacca fa sì che l’albero che la produce venga tagliato.
L’idea di una costante interazione tra il Vuoto e il Pieno, cioè tra il non essere e l’essere, implica una trasformazione incessante dei fenomeni naturali. Poiché il vuoto evolve in permanenza verso il Pieno e viceversa, niente può essere eterno e immutabile. Questa idea della trasformazione incessante ha fatto la sua comparsa molto presto e la rinveniamo per esempio nel I Ching o Libro dei Mutamenti.
Zao – Imbattersi, incontrare, colpo di scena. A sinistra vi è il simbolo del “camminare” e di un sentiero. Nel quadrante in alto a destra vi sono due giudici, rappresentati dal doppio uso del carattere che indica l’est (i giudici sedevano nelle sale a oriente). Il carattere alla base rappresenta le parole del loro giudizio. La parte destra significa “magistrati” o anche “molte persone”. Sul suo cammino, uno può incontrare dei giudici (o magistrati o molte persone).

Shu – Arte, abilità, magia. Questa è una combinazione della parola Xing, che significa “scorrere” e “avventurarsi” (che a sua volta deriva da un’antica immagine di “crocevia” ) con la parola di “cereali che crescono” (nel centro). Se le persone vogliono ottenere un raccolto, devono conoscere l’arte della coltivazione. Conoscere i passi per creare una crescita vitale: questa è arte.
Se il Confucianesimo – che pone l’accento sulla morale, sulla tradizione, sulla gerarchia, sulla razionalità, sulla cultura, sul rispetto delle forme dei rituali, sulla funzione pubblica – si può ben dire la tendenza principale del pensiero cinese in oltre duemila anni di storia, il Daoismo ne rappresenta il contraltare, sottolineando la libertà, il non convenzionale, il privato, la spontaneità, la natura, l’intuizione, il magico, il meraviglioso, l’irrazionale. (