L’Arte della Guerra di SunZi è un classico non solo della letteratura cinese ma anche della strategia in generale. È studiato e applicato ancor oggi da manager e imprenditori finalizzato al successo dei loro obiettivi. Noi possiamo attualizzare “guerra” con ogni altra questione in cui s’intende aver successo, ed “esercito” con gli strumenti o i collaboratori necessari. Ma per prima cosa, SunZi indica di osservare il “contesto nel presente” del proprio stato interiore e di opportunità per una comunità più ampia.
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L’arte della guerra, quindi, è governata da cinque fattori costanti che occorre mettere in conto nel momento di deliberare quando si cerca di determinare le condizioni sul campo.
Questi sono: (1) la Legge Morale, (2) Cielo, (3) Terra, (4) il Comandante, (5) Metodo e Disciplina.
(1) La Legge Morale fa sì che il popolo sia in completo accordo con chi lo governa, così da seguirlo senza preoccuparsi per la propria vita, imperturbabile di fronte al pericolo.
(2) Cielo significa notte e giorno, freddo e caldo, tempi e stagioni.
(3) Terra comprende le distanze, lunghe o brevi; il pericolo e la sicurezza; il terreno aperto e i passaggi angusti; le possibilità di vita o di morte.
(4) Il Comandante incarna le virtù della saggezza, della sincerità e della benevolenza, del coraggio e del rigore.
(5) Con Metodo e Disciplina s’intende l’inquadramento dell’esercito nelle sue varie suddivisioni, l’attribuzione dei gradi tra gli ufficiali, la manutenzione delle strade che consentiranno il rifornimento alle truppe e la supervisione delle spese militari.
–– Estratto da L’Arte della Guerra di SunZi, versione Lionel Giles – Casa Ed. Nuinui


“Ho tre tesori che custodisco e tengo cari:
I Ching è un libro veramente profondo. È la fonte da cui origina molto della cultura cinese. In origine, I Ching era una manuale di divinazione; dopo che Confucio e i suoi studenti scrissero i commenti, fu conosciuto come il libro dell’antica saggezza.
[Nel I Ching] non vi sono, all’inizio, parole ma solo due segni, e i più semplici che esistano: linea continua e discontinua, intera o spezzata, e sono le diverse combinazioni alle quali si prestano questi due tipi di linea, non l’enunciazione di un discorso in sé o la formulazione di un significato, a costruire il testo.