
DaoDeJing, Cap. 2 – a cura A. S. Sabbadini, Ed. Feltrinelli

DaoDeJing, Cap. 2 – a cura A. S. Sabbadini, Ed. Feltrinelli
Liezi disse: “Cielo e Terra non possono compiere qualsiasi cosa; il saggio non è onnipotente; i diecimila esseri non possono svolgere qualsiasi funzione. Il compito del Cielo è generare e coprire; il compito della Terra è dar forma e sostenere; il compito degli esseri è di fare ciò che è appropriato per ciascuno.
Ci sono cose in cui la Terra è grande in confronto al Cielo e cose in cui gli esseri sono più saggi del saggio. Perchè è così? Ciò che genera e copre non può dar forma e sostenere, ciò che dà forma e sostiene non può insegnare e trasformare, ciò che insegna e trasforma non può violare la natura di ciascuna cosa e la natura di ciascuna cosa non può lasciare il proprio posto.
Perciò il dao di Cielo e Terra è yin o yang; l’insegnamento del saggio è benevolenza o giustizia; la natura di ciascuna cosa è morbida o dura. Tutte queste cose obbediscono alla loro natura e non possono lasciare il proprio posto. (…)
– Estratto da: Liezi, Il Classico Taoista della Perfetta Virtù del Vuoto (cap. 1) – traduzione e cura Augusto Shantena Sabbadini – Ed. Feltrinelli
“Gli alberi della montagna sono essi stessi i propri nemici; il grasso della torcia alimenta il fuoco che lo brucia; l’albero della cannella viene scorticato per via della sua corteccia commestibile; l’utilità della lacca fa sì che l’albero che la produce venga tagliato.
Tutti conoscono l’utilità dell’utile, ma nessuno conosc l’utilità dell’inutile!”
– ZhuangZi, cap. 4
Se il Confucianesimo – che pone l’accento sulla morale, sulla tradizione, sulla gerarchia, sulla razionalità, sulla cultura, sul rispetto delle forme dei rituali, sulla funzione pubblica – si può ben dire la tendenza principale del pensiero cinese in oltre duemila anni di storia, il Daoismo ne rappresenta il contraltare, sottolineando la libertà, il non convenzionale, il privato, la spontaneità, la natura, l’intuizione, il magico, il meraviglioso, l’irrazionale. (continua)
–– Augusto S. Sabbadini