
DaoDeJing, Cap. 2 – a cura A. S. Sabbadini, Ed. Feltrinelli

DaoDeJing, Cap. 2 – a cura A. S. Sabbadini, Ed. Feltrinelli
“Disperdete il tempo e disperderete il destino”
Il destino è la forza che interferisce con la nostra esistenza, rovinando le cose nei momenti peggiori. Eppure, ciò che noi chiamiamo destino non è altro che la conseguenza delle nostre stesse azioni. Ogni volta che agiamo, generiamo una catena di eventi completamente legata a noi. Più veloci corriamo per allontanarci da questi legami, più velocemente ci seguono. Non possono essere recisi, ogni nostro atto ci lega ulteriormente.
L’elemento operativo qui è il tempo. Gli eventi passati sono la nostra disgrazia. I principianti alle prese con il TAO imparano subito a manipolare passato, presente e futuro, apprendendo il modo in cui le circostanze operano e cercando di trarne vantaggio. I più avanzati rifuggono invece da questo processo di manipolazione: loro cancellano tutte le definizioni che riguardano passato, presente e futuro negando così il concetto stesso di destino.
Per raggiungere uno stato d’essere in cui non vi sia il passato a pesare sul presente e nessun futuro che sia determinato, i seguaci del TAO devono raggiungere una profonda fusione con il TAO. A quel punto, colui che segue il TAO agirà non diversamente dal TAO stesso. Non ci sarà alcun destino che gli si oppone, poiché egli sarà l’esistenza, la causa-effetto, il TAO stesso.
–– Deng Ming-Dao, Il TAO per un anno (trad. Paola)
Liezi disse: “Cielo e Terra non possono compiere qualsiasi cosa; il saggio non è onnipotente; i diecimila esseri non possono svolgere qualsiasi funzione. Il compito del Cielo è generare e coprire; il compito della Terra è dar forma e sostenere; il compito degli esseri è di fare ciò che è appropriato per ciascuno.
Ci sono cose in cui la Terra è grande in confronto al Cielo e cose in cui gli esseri sono più saggi del saggio. Perchè è così? Ciò che genera e copre non può dar forma e sostenere, ciò che dà forma e sostiene non può insegnare e trasformare, ciò che insegna e trasforma non può violare la natura di ciascuna cosa e la natura di ciascuna cosa non può lasciare il proprio posto.
Perciò il dao di Cielo e Terra è yin o yang; l’insegnamento del saggio è benevolenza o giustizia; la natura di ciascuna cosa è morbida o dura. Tutte queste cose obbediscono alla loro natura e non possono lasciare il proprio posto. (…)
– Estratto da: Liezi, Il Classico Taoista della Perfetta Virtù del Vuoto (cap. 1) – traduzione e cura Augusto Shantena Sabbadini – Ed. Feltrinelli

–– Neiye, il TAO dell’armonia interiore, Ed. Garzanti
CHANG – Cantare. L’ideogramma presenta tre differenti segni per bocca intendendo un gruppo di persone che sta cantando. Chi canta ai massimi livelli trascende il sé.
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Cantate. Ma da dove viene il canto? Avete una voce, ma è vostra la voce?
È il pittore che muove il pennello? È lo scrittore che crea il testo? È il danzatore che danza? O il pugile che pugila?
Cantate ed è un canto creato che tutti avete imparato dal vostro insegnante. Ma tramite tutti coloro che cantano, una volta tanto, arriva un canto che non è stato scritto sullo spartito, che non ha nulla a che fare con la tecnica, il respiro o l’emissione vocale. Non ha nulla a che fare con l’essere un cantante famoso, stare davanti a un’orchestra o su un palco di fronte a un pubblico,.
Può succedere che arrivi un canto così puro e divino che chi canta sa che non viene da sé stessp, ma da una grande e mistica fonte. Ogni cantante che ha provato questo, sa a che cosa è simile il TAO.
Voi meditate.Ma siete veramente voi a meditare?
–– Everyday Tao, Deng Ming-Dao [HarperOne] – Traduzione: Paola