Mi – Riso, seme. La croce è la rappresentazione di una pianta che sta crescendo. I quattro segni rappresentano i grani di riso. Tutta la vita inizia da un seme. Se vogliamo seguire la vita, dobbiamo solo seguire il corso del seme a seme.
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Gli antichi, porgendo agli studenti una manciata di semi da studiare, dicevano: “Senza piantare, non c’è messe. Senza coltivare, non c’è raccolto. Senza raccolto, non c’è sostentamento. E senza umiltà, a nulla servirebbero i semi.”
La coltivazione del riso comporta molte cose prima di poterlo consumare come cibo. Comporta piantare e operare in concerto con gli elementi. Comporta una cura attenta e molta pazienza. Comporta saper quando trapiantare e quando raccogliere. Operare attraverso tutte queste fasi richiede soprattutto una virtù: l’umiltà. Ci si deve chinare verso il terreno. Si deve guardare in basso per spargere i semi. Si deve camminare nel fango per trapiantare. Si devono osservare le stagioni e il tempo. Si devono accettare gli incidenti e le tempeste. Si deve attendere la maturazione.
Nel coltivare il riso, non si può essere orgogliosi. Gli antichi insegnavano tutto questo ai loro studenti con una manciata di riso. Li guidavano nel corso delle stagioni e, così facendo, insegnavano loro la via.
A ciascuno di noi occorre umile diligenza per rendere la nostra vita matura.
– Everyday Tao, Deng Ming-Dao [HarperOne]
(Traduzione: Paola)

L’Arte della Guerra di SunZi è un classico non solo della letteratura cinese ma anche della strategia in generale. È studiato e applicato ancor oggi da manager e imprenditori finalizzato al successo dei loro obiettivi. Noi possiamo attualizzare “guerra” con ogni altra questione in cui s’intende aver successo, ed “esercito” con gli strumenti o i collaboratori necessari. Ma per prima cosa, SunZi indica di osservare il “contesto nel presente” del proprio stato interiore e di opportunità per una comunità più ampia.
“Ho tre tesori che custodisco e tengo cari:
I Ching è un libro veramente profondo. È la fonte da cui origina molto della cultura cinese. In origine, I Ching era una manuale di divinazione; dopo che Confucio e i suoi studenti scrissero i commenti, fu conosciuto come il libro dell’antica saggezza.
[Nel I Ching] non vi sono, all’inizio, parole ma solo due segni, e i più semplici che esistano: linea continua e discontinua, intera o spezzata, e sono le diverse combinazioni alle quali si prestano questi due tipi di linea, non l’enunciazione di un discorso in sé o la formulazione di un significato, a costruire il testo.