Cielo e Terra non possono compiere … | Liezi

Liezi disse: “Cielo e Terra non possono compiere qualsiasi cosa; il saggio non è onnipotente; i diecimila esseri non possono svolgere qualsiasi funzione. Il compito del Cielo è generare e coprire; il compito della Terra è dar forma e sostenere; il compito degli esseri è di fare ciò che è appropriato per ciascuno.

Ci sono cose in cui la Terra è grande in confronto al Cielo e cose in cui gli esseri sono più saggi del saggio. Perchè è così? Ciò che genera e copre non può dar forma e sostenere, ciò che dà forma e sostiene non può insegnare e trasformare, ciò che insegna e trasforma non può violare la natura di ciascuna cosa e la natura di ciascuna cosa non può lasciare il proprio posto.

Perciò il dao di Cielo e Terra è yin o yang; l’insegnamento del saggio è benevolenza o giustizia; la natura di ciascuna cosa è morbida o dura. Tutte queste cose obbediscono alla loro natura e non possono lasciare il proprio posto. (…)

– Estratto da: Liezi, Il Classico Taoista della Perfetta Virtù del Vuoto (cap. 1) –  traduzione e cura Augusto Shantena Sabbadini – Ed. Feltrinelli

GUAN–Gru | pensiero della settimana

GuanGru. I due occhi della gru e le sue penne ben si mostrano. La gru viene fortemente identificata con l’idea dell’immobilità, e la forma moderna della parola significa anche “contemplazione”.

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A volte, sopra un’alta scogliera, gli antichi individuavano l’orgoglioso profilo di una gru.
Quando la gru emetteva un certo grido, gli antichi sapevano che la pioggia era in arrivo… tanto saggio era l’uccello, per quanto non avesse letto i classici.
La gru poteva stare ritta per ore su una sola gamba… tanto era forte, benché le sue gambe fossero sottili.
La gru volava sui laghi di montagna, guadava le acque, e attendeva pazientemente per poi catturare il pesce… tanto era osservatrice.

La gru combina vigilanza e movimento in modo magistrale. Queste sono esattamente le qualità che ci occorrono per muoverci nella vita e seguire il TAO. La vigilanza è difficile da osservare correttamente. Troppo spesso confondiamo la vigilanza con la passività… siamo pronti ad aspettare e osservare, ma dimentichiamo di agire. La vigilanza non è questione di semplicemente attendere, è questione del giusto tempismo. Occorre uno squisito senso della proporzione per sapere che non stiamo soltanto restando immobili… ci stiamo muovendo né più veloci né più lenti di quanto richieda la situazione.——

– Deng Ming-Dao, Everyday Tao [trad. Paola]


 

Varianti tattiche, SunZi | pensiero della settimana

SunZi disse:

  1. In guerra, il generale riceve gli ordini dal sovrano, arruola l’esercito e concentra le forze.
  2. Quando ti trovi su un terreno difficile non ti accampare. Nei luoghi in cui le strade principali s’intersecano, unisci le forze con i tuoi alleati. Non indugiare in posizioni rischiose e isolate. Se ti trovi accerchiato ricorri a uno stratagemma. Se la situazione è disperata devi combattere.
  3. Vi sono strade da non seguire, eserciti da non attaccare, città da non assediare, posizioni da non contendere, ordini del sovrano ai quali non obbedire.
  4. Il generale che comprende pienamente i vantaggi connessi con le varianti tattiche sa come trattare le truppe.
  5. Il generale che non comprende le varianti tattiche, per quanto possa conoscere bene le caratteristiche del territorio, non sarà in grado di trarne un profitto concreto.
  6. Perciò chi studia la guerra e non è versato nell’arte di variare i piani, per quanto conosca i cinque vantaggi, sarà incapace di impiegare i suoi uomini nel modo migliore.
  7. Dunque nei piani del comandante saggio le considerazioni dei vantaggi e degli svantaggi saranno frammiste.

– SunZi, L’arte della guerra (cap. VIII) – Ed. Nuinui, Trad. Giles/Lavagno


 

JING–Silenzio | pensiero della settimana

Jing – Immobilità, silenzio. Sulla sinistra vi è la parola per “purezza”. A destra il significato fonetico di “competizione” rappresentato da due mani che si disputano qualcosa. La parola per “purezza” implica anche chiarezza e trasparenza e, per estensione, qui implica che la competizione sulla destra si riduce a quasi nulla.
La quiete viene laddove la competizione cessa.

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Dall’antichità ad oggi, le persone hanno adorato gli dèi. Ma dall’antichità ad oggi, la tradizione del TAO ci ha insegnato a guardare al di là degli dèi. Che cosa c’è al di là degli dèi? Una persona saggia un giorno disse: “Al di là degli dèi c’è il silenzio”.

Tuttavia dire che si deve prima cercare gli dèi e poi giungere al silenzio al di là degli dèi è piuttosto scoraggiante. Come potremmo, con i nostri difetti e problemi, raggiungere anche solo il livello degli dèi… per non parlare di ciò che sta al di là di essi?

Per fortuna, la sentenza stessa ci mostra la via. Tuttavia, se lo stato al di là degli dèi è il silenzio,  non è possibile avere questo silenzio fin da adesso? Ebbene, non lasciamoci turbare dalla spiritualità, dai testi canonici, da tutti quei rituali e quelle tecniche impegnative. Lasciamoli da parte tutti. Ma smettiamo di parlare – oh, e questa è già una grande conquista! Smettiamo di pensare – certo, è una bella sfida! Cerchiamo semplicemente di stare in silenzio. Cerchiamo di stare in silenzio solo per un secondo. Veramente e totalmente in silenzio. Cerchiamo di estendere il silenzio a due secondi. Poi a un minuto, e poi sempre più a lungo.

Non preoccupiamoci ora di quanto lungo sarà il silenzio. Non c’è bisogno, qui, di essere competitivi. Focalizziamoci sul silenzio. Se “al di là degli dèi c’è il silenzio”, allora in un unico momento di quiete sperimenterete il TAO di prima mano. Senza sacerdote. Senza maestro. Senza anni di studio. Avrete sperimentato da voi stessi il silenzio che è il TAO.—

– Deng Ming-Dao, Everyday Tao [trad. Paola]


 

GU–Valle | pensiero della settimana

Gu – Valle. I tratti diagonali al di sopra rappresentano i due lati di una valle. Il quadrato al centro rappresenta l’idea di una “cavità”. Lo spirito della valle non muore mai

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La valle è bassa: pertanto tutte le cose fluiscono ad essa. È recettiva: pertanto cresce in fertilità senza “fare” nulla. È aperta, rendendosi luogo ideale per ricevere la luce vitale del sole: pertanto ottiene tutto ciò che il cielo ha da offrire.

La valle realizza tutto senza fare nient’altro se non essere bassa e aperta.

Mantenendoci modesti e non considerando nulla al di sotto di noi, possiamo ottenere tutto.
Essendo ricettivi, possiamo avvalerci della ricchezza spirituale disponibile per noi.
Essendo aperti, possiamo ricevere cose al di là di quello che potremmo immaginare.

– Deng Ming-Dao, Everyday Tao [trad. Paola]


 

TING–Ascoltare | pensiero della settimana

Ting – Ascoltare, udire, comprendere. In alto a sinistra vi è il carattere per “orecchio” e in basso un uomo in piedi e immobile che ascolta con attenzione. Sulla destra vi è è il carattere fonetico per “virtù”. Per ascoltare veramente si deve perfezionare la propria virtù.

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Come dovremmo essere parchi e attenti nel parlare, altrettanto dovremmo essere attenti nell’ascoltare. Ampio è il campo di ciò che la vita offre all’ascolto. Per esempio, possiamo ascoltare pettegolezzi, banalità o sconcezze. Quelle sono tutte parole create per intrattenere e stimolare una sensibilità basica. Per contro, ci sono anche parole di saggezza, ma queste sono troppo spesso ignorate.

Le parole del saggio non sono scritte con inchiostro invisibile su libri sacri nascosti all’interno di impenetrabili caverne dell’Himalaya. Sono ampiamente disponibili in tutto il mondo, anche nelle edicole. I segreti della vita non sono celati. Le parole del sacro sono molto vicine. Ma tu le senti? Le cerchi? Le rispetti?

Ascoltare richiede tempo. Ci vuole tempo per sentirle, ma ci vuole anche tempo perchè le parole penetrino nel cuore. Il solo ascoltare parole di saggezza non significa essere istantaneamente trasformati. Pertanto, coloro che cercano il TAO costantemente cercano le parole di saggezza permettendo che si accumulino profondamente dentro di sé. Questo è il motivo per cui gli antichi hanno sempre detto che ci vuole una persona di virtù per udire parole di virtù. Che ci vuole una persona forte a volere parole forti. Che ci vuole una persona di conoscenza per discernere parole di conoscenza.

– Deng Ming-Dao, Everyday Tao [trad. Paola]


 

GU–Tamburo | pensiero della settimana

Gu – Tamburo. Nel quadrante inferiore a sinistra vi è un tamburo sul suo supporto. La linea orizzontale al di sopra rappresenta la testa e le tre linee in alto rappresentano un ornamento. A destra vi è il simbolo di una mano che tiene un bastoncino.
Quando si batte su un tamburo, il suono è immediato. Quando si fa una domanda, la risposta dovrebbe essere altrettanto rapida.

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Per dei secoli, la pratica della calligrafia era stata sovraccaricata di tradizione e standard accademici. Poi, verso la fine del secolo scorso, in un’area remota vennero scoperti dieci tamburi di pietra* datati intorno al 770 a.C. Questi dieci tamburi erano incisi con un’antica forma di calligrafia (simile allo stile utilizzato in questo libro). La scrittura possedeva un senso della proporzione e del tratto sconosciuto al tempo della loro scoperta. Quando la calligrafia ebbe bisogno di una rivitalizzazione, queste parole di un lontano passato, scritte in uno stile così primitivo tale da essere fondamentale, aprirono la via a nuove e potenti intuizioni.

Allo stesso modo, quando c’è bisogno di una guida,  si dovrebbero cercare risposte foriere di una nuova comprensione. Proprio come questi tamburi di pietra ridestarono il mondo della calligrafia, così consultare la persona giusta fa risuonare le note esatte di cui si ha bisogno.

Dieci tamburi di pietra… Producono un suono senza suono. Contengono centinaia di parole. Han perdurato attraverso i secoli, ignorati, fino a quando la loro conoscenza divenne necessaria. Hanno guidato generazioni. In verità, quale fede e preveggenza devono aver avuto gli antichi creatori di questi tamburi!

– Deng Ming-Dao, Everyday Tao [trad. Paola]

* https://en.wikipedia.org/wiki/Stone_Drums_of_Qin