ZAO–Imbattersi | pensiero della settimana

Zao – Imbattersi, incontrare, colpo di scena. A sinistra vi è il simbolo del “camminare” e di un sentiero. Nel quadrante in alto a destra vi sono due giudici, rappresentati dal doppio uso del carattere che indica l’est (i giudici sedevano nelle sale a oriente). Il carattere alla base rappresenta le parole del loro giudizio. La parte destra significa “magistrati” o anche “molte persone”. Sul suo cammino, uno può incontrare dei giudici (o magistrati o molte persone).
Qualora dovesse imbattersi in qualcuno o qualcosa, la persona saggia presta attenzione ed evita lo scontro.
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Se il Tao è il flusso della vita, è ragionevole che questo flusso abbia un andamento. In alcune scuole di Tao, questa premessa viene interpretata alla lettera. Queste scuole stilano dei dettagliati calendari che indicano quali sono i giorni favorevoli per certe imprese e quali sono sfavorevoli. Mostrano come le formazioni del terreno rispecchino i canali energetici del Tao, insegnano che vi sono luoghi con una grande energia e anche posti altamente pericolosi. Ciascuno di noi può facilmente pensare a momenti in cui nulla andava per il verso giusto oppure a entrare in posti che ci riempivano di terrore. I Taoisti direbbero che tutto questo è dato dal Tao e come esso scorre o non scorre in certi momenti e in certi posti.

Sia che concordiate o meno con questo tipo di Tao, è utile seguire questo semplice consiglio Taoista: se sapete che il momento non è buono, evitate la situazione. Se sapete che un posto non è buono, evitatelo. Il male è inevitabile, ma è spesso possibile semplicemente scansarlo. Alcuni eroi propugnano lo scontro aperto, da uomo a uomo, e di rispondere alla forza con la forza. I seguaci del Tao non sono d’accordo. Ogni volta che è possibile, evitano i momenti e i luoghi non buoni. Evitano gli scontri. In questo modo, rendono i loro incontri il più possibile positivi.––

–– Everyday Tao, Deng Ming-Dao [HarperOne] – Traduzione: Paola


 

YiJing Corso Base Online | Marzo –Aprile 2025

Salve a Tutte e Tutti,

per chi fosse interessato o volesse girare l’informazione, la prossima settimana inizia il Corso Base online che si svolgerà in 4 incontri serali. Il prim incontro – essendo introduttivo – è aperto e non impegnativo al proseguimento del Corso stesso. Per informazioni e adesioni cliccare qui.



 

SHU–Arte | pensiero della settimana

Shu – Arte, abilità, magia. Questa è una combinazione della parola Xing, che significa “scorrere” e “avventurarsi” (che a sua volta deriva da un’antica immagine di “crocevia” ) con la parola di “cereali che crescono” (nel centro). Se le persone vogliono ottenere un raccolto, devono conoscere l’arte della coltivazione. Conoscere i passi per creare una crescita vitale: questa è arte.
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Gli antichi percepivano la vastità del TAO e volevano accordarsi ai suoi ritmi. Vedevano il TAO in tutto ciò che facevano, poiché ogni impresa/sforzo nella vita generava il suo proprio modo/via – un tao – e ogni impresa/sforzo si faceva meglio se si sapeva come fare. Pertanto, gli antichi enfatizzavano fortemente l’abilità. Il TAO non doveva essere seguito passivamente; doveva essere usato, con artisticità.

Coloro che nell’antichità seguivano il TAO spesso avevano la fama di essere dei maghi. Sapevano guarire le persone con le erbe e i massaggi. Potevano predire l’arrivo della pioggia. Sapevano dirigere le costruzioni di canali e mura. Sapevano coltivare con grande efficienza. Erano capaci di produrre oggetti di utilità pratica con i materiali disponibili. Sapevano difendersi dagli animali e dai predoni. Viaggiavano senza paura. Sapevano leggere le scritture più indecifrabili. Potevano conversare con tutti, dall’imperatore al più semplice operaio. Avevano tutte queste capacità, e altre che la gente diceva miracolose.

Ma questi antichi possedevano forse dei segreti mistici? No. Sembravano dei maghi solo perché possedevano abilità che gli altri non avevano. Se gli si dà l’opportunità, chiunque può imparare ciò che questi sapevano. Proprio come gli antichi cercavano di padroneggiare molte arti così da poter poi seguire il TAO impavidi nel mondo, anche noi dovremmo continuare a procedere nell’apprendimento e nella crescita interiore.

Allora, non importa quale situazione ci si pari davanti, possederemo l’arte di fronteggiarla.

– Everyday Tao, Deng  Ming-Dao [HarperOne]

(Traduzione: Paola)


 

Confucianesimo e Daoismo, A. S. Sabbadini

Se il Confucianesimo – che pone l’accento sulla morale, sulla tradizione, sulla gerarchia, sulla razionalità, sulla cultura, sul rispetto delle forme dei rituali, sulla funzione pubblica – si può ben dire la tendenza principale del pensiero cinese in oltre duemila anni di storia, il Daoismo ne rappresenta il contraltare, sottolineando la libertà, il non convenzionale, il privato, la spontaneità, la natura, l’intuizione, il magico, il meraviglioso, l’irrazionale. (continua)

–– Augusto S. Sabbadini


 

MI – Riso | pensiero della settimana

Mi – Riso, seme. La croce è la rappresentazione di una pianta che sta crescendo. I quattro segni rappresentano i grani di riso. Tutta la vita inizia da un seme. Se vogliamo seguire la vita, dobbiamo solo seguire il corso del seme a seme.
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Gli antichi, porgendo agli studenti una manciata di semi da studiare, dicevano: “Senza piantare, non c’è messe. Senza coltivare, non c’è raccolto. Senza raccolto, non c’è sostentamento. E senza umiltà, a nulla servirebbero i semi.”

La coltivazione del riso comporta molte cose prima di poterlo consumare come cibo. Comporta piantare e operare in concerto con gli elementi. Comporta una cura attenta e molta pazienza. Comporta saper quando trapiantare e quando raccogliere. Operare attraverso tutte queste fasi richiede soprattutto una virtù: l’umiltà. Ci si deve chinare verso il terreno. Si deve guardare in basso per spargere i semi. Si deve camminare nel fango per trapiantare. Si devono osservare le stagioni e il tempo. Si devono accettare gli incidenti e le tempeste. Si deve attendere la maturazione.

Nel coltivare il riso, non si può essere orgogliosi. Gli antichi insegnavano tutto questo ai loro studenti con una manciata di riso. Li guidavano nel corso delle stagioni e, così facendo, insegnavano loro la via.

A ciascuno di noi occorre umile diligenza per rendere la nostra vita matura.

– Everyday Tao, Deng Ming-Dao [HarperOne]

(Traduzione: Paola)


 

Pianificazione, SunZi

L’Arte della Guerra di SunZi è un classico non solo della letteratura cinese ma anche della strategia in generale. È studiato e applicato ancor oggi da manager e imprenditori finalizzato al successo dei loro obiettivi. Noi possiamo  attualizzare “guerra” con ogni altra questione in cui s’intende aver successo, ed “esercito” con gli strumenti o i collaboratori necessari. Ma per prima cosa, SunZi indica di osservare il “contesto nel presente” del proprio stato interiore e di opportunità per una comunità più ampia.

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L’arte della guerra, quindi, è governata da cinque fattori costanti che occorre mettere in conto nel momento di deliberare quando si cerca di determinare le condizioni sul campo.

Questi sono: (1) la Legge Morale, (2) Cielo, (3) Terra, (4) il Comandante, (5) Metodo e Disciplina.

(1) La Legge Morale fa sì che il popolo sia in completo accordo con chi lo governa, così da seguirlo senza preoccuparsi per la propria vita, imperturbabile di fronte al pericolo.

(2) Cielo significa notte e giorno, freddo e caldo, tempi e stagioni.

(3) Terra comprende le distanze, lunghe o brevi; il pericolo e la sicurezza; il terreno aperto e i passaggi angusti; le possibilità di vita o di morte.

(4) Il Comandante incarna le virtù della saggezza, della sincerità e della benevolenza, del coraggio e del rigore.

(5) Con Metodo e Disciplina s’intende l’inquadramento dell’esercito nelle sue varie suddivisioni, l’attribuzione dei gradi tra gli ufficiali, la manutenzione delle strade che consentiranno il rifornimento alle truppe e la supervisione delle spese militari.

–– Estratto da L’Arte della Guerra di SunZi, versione Lionel Giles – Casa Ed. Nuinui


 

RONG – Scioglimento | pensiero della settimana

Rong – Scioglimento. A sinistra il carattere per “acqua”, a destra il simbolo fonetico. Il ghiaccio sciogliendosi cerca l’equilibrio. L’acqua scorrendo cerca il suo livello.
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Quando un pezzo di ghiaccio viene messo in acqua, si scioglie: sta semplicemente cercando di far parte di ciò che lo circonda.

Quando una candela viene accesa, la cera fonde e cola verso il basso: sta semplicemente ricercando il suo livello.

Quando il ferro viene riscaldato, fonde e diventa liquido: sta semplicemente rispondendo alla forza che lo domina. Osservando tutte queste cose, noi possiamo ricevere una lezione su TAO.

Così come il ghiaccio si scioglie, noi dobbiamo imparare ad adeguarci all’ambiente che ci circonda. Nulla è possibile senza prima ristabilire l’equilibrio.

Così come la candela si scioglie, noi dovremmo cercare il livello più basso di una situazione. Non serve lottare. Non serve preoccuparsi. Quando lo stoppino si surriscalda, la candela risponde sciogliendosi e ricerca un livello più basso.

Come il metallo che fonde, così noi dobbiamo essere responsivi alle forze che agiscono su di noi. Noi non siamo il punto supremo di questa vita; il clima, il tempo, l’invecchiamento, le altre persone e semplici circostanze agiscono su di noi. Sotto il calor, il ferro fonde rispondendo alla forza che agisce su di lui, tuttavia non cessa mai di essere ferro. Quando si raffredda, è nuovamente metallo; pertanto, risponde e resta anche fedele a sé stesso.

Coloro che seguono il TAO conoscono l’importanza di unire la reattività con l’integrità.

– Everyday Tao, Deng Ming-Dao [HarperOne]

(Traduzione: Paola)


 

Tre tesori, Laozi

“Ho tre tesori che custodisco e tengo cari:

Il primo è l’amore
Il secondo è l’accontentarsi,
Il terzo è l’umiltà.

Solo coloro che amano sono coraggiosi – solo coloro che si accontentano sono magnanimi – solo coloro che sono umili sono capaci di comandare.”

Laozi


 

I Ching è un libro profondo

I Ching è un libro veramente profondo. È la fonte da cui origina molto della cultura cinese. In origine, I Ching era una manuale di divinazione; dopo che Confucio e i suoi studenti scrissero i commenti, fu conosciuto come il libro dell’antica saggezza.

È un libro che parla al consultante non solo della situazione presente e dei futuri potenziali, ma dà anche istruzioni su cosa fare e cosa non fare per ottenere la buona fortuna e sfuggire la sfortuna. Tuttavia, la persona ha sempre la libera scelta.

La sua guida si basa su un’osservazione che include le leggi naturali fatte dai saggi dell’antichità e dalle loro profonde esperienze del principio di causa ed effetto.

– The complete I Ching, Taoist Mater Alfred Huang [Inner Traditions Publishing]

(Traduzione: Paola)