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TING–Ascoltare | pensiero della settimana

Ting – Ascoltare, udire, comprendere. In alto a sinistra vi è il carattere per “orecchio” e in basso un uomo in piedi e immobile che ascolta con attenzione. Sulla destra vi è è il carattere fonetico per “virtù”. Per ascoltare veramente si deve perfezionare la propria virtù.

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Come dovremmo essere parchi e attenti nel parlare, altrettanto dovremmo essere attenti nell’ascoltare. Ampio è il campo di ciò che la vita offre all’ascolto. Per esempio, possiamo ascoltare pettegolezzi, banalità o sconcezze. Quelle sono tutte parole create per intrattenere e stimolare una sensibilità basica. Per contro, ci sono anche parole di saggezza, ma queste sono troppo spesso ignorate.

Le parole del saggio non sono scritte con inchiostro invisibile su libri sacri nascosti all’interno di impenetrabili caverne dell’Himalaya. Sono ampiamente disponibili in tutto il mondo, anche nelle edicole. I segreti della vita non sono celati. Le parole del sacro sono molto vicine. Ma tu le senti? Le cerchi? Le rispetti?

Ascoltare richiede tempo. Ci vuole tempo per sentirle, ma ci vuole anche tempo perchè le parole penetrino nel cuore. Il solo ascoltare parole di saggezza non significa essere istantaneamente trasformati. Pertanto, coloro che cercano il TAO costantemente cercano le parole di saggezza permettendo che si accumulino profondamente dentro di sé. Questo è il motivo per cui gli antichi hanno sempre detto che ci vuole una persona di virtù per udire parole di virtù. Che ci vuole una persona forte a volere parole forti. Che ci vuole una persona di conoscenza per discernere parole di conoscenza.

– Deng Ming-Dao, Everyday Tao [trad. Paola]


 

GU–Tamburo | pensiero della settimana

Gu – Tamburo. Nel quadrante inferiore a sinistra vi è un tamburo sul suo supporto. La linea orizzontale al di sopra rappresenta la testa e le tre linee in alto rappresentano un ornamento. A destra vi è il simbolo di una mano che tiene un bastoncino.
Quando si batte su un tamburo, il suono è immediato. Quando si fa una domanda, la risposta dovrebbe essere altrettanto rapida.

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Per dei secoli, la pratica della calligrafia era stata sovraccaricata di tradizione e standard accademici. Poi, verso la fine del secolo scorso, in un’area remota vennero scoperti dieci tamburi di pietra* datati intorno al 770 a.C. Questi dieci tamburi erano incisi con un’antica forma di calligrafia (simile allo stile utilizzato in questo libro). La scrittura possedeva un senso della proporzione e del tratto sconosciuto al tempo della loro scoperta. Quando la calligrafia ebbe bisogno di una rivitalizzazione, queste parole di un lontano passato, scritte in uno stile così primitivo tale da essere fondamentale, aprirono la via a nuove e potenti intuizioni.

Allo stesso modo, quando c’è bisogno di una guida,  si dovrebbero cercare risposte foriere di una nuova comprensione. Proprio come questi tamburi di pietra ridestarono il mondo della calligrafia, così consultare la persona giusta fa risuonare le note esatte di cui si ha bisogno.

Dieci tamburi di pietra… Producono un suono senza suono. Contengono centinaia di parole. Han perdurato attraverso i secoli, ignorati, fino a quando la loro conoscenza divenne necessaria. Hanno guidato generazioni. In verità, quale fede e preveggenza devono aver avuto gli antichi creatori di questi tamburi!

– Deng Ming-Dao, Everyday Tao [trad. Paola]

* https://en.wikipedia.org/wiki/Stone_Drums_of_Qin


 

MI–Segreto | pensiero della settimana

MI – Segreto, privato, divino. A sinistra il segno dell’influenza spirituale; a destra un’arma nascosta tra le pieghe di una veste. Ciò che è più prezioso è sempre tenuto segreto.

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Ci fu un uomo che aveva visto il divino. Scrisse la sua esperienza accuratamente e poi cucì le pagine nella fodera della sua casacca. Alla sua morte qualcuno notò il rigonfiamento nella fodera e la gente scoprì il suo talismano.

Credete che quest’uomo avesse mai dubitato di ciò che aveva sperimentato? E non è significativo che avesse compreso che doveva essere tenuto privato?

Il vero saggio non ha dubbi sulla rivelazione e non ha bisogno che qualcun altro lo confermi.

– Deng Ming-Dao, Everyday Tao [trad. Paola]

CUN–Un pollice | pensiero della settimana

CUN – Un pollice. Il piccolo tratto rappresenta la pulsazione sull’avambraccio a un pollice dalla mano. Noi siamo la nostra stessa misura.

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Quando la vita è piena di avversità e tutto sembra essere contro, ricordate la vostra meta. Potete essere poveri, potete essere soli, potete essere malati, potete essere oppressi; ma non importa quali siano le circostanze, avete sempre la volontà. Avvantaggiatevi di questo.

Perchè essere così orgogliosi da rifiutare di fare un piccolo passo quando i piccoli passi sono tutto ciò che potete fare? Se non siete in grado di avanzare a grandi falcate, almeno cercate di muovervi di un pollice. Un pollice in una direzione, poi un altro pollice fanno già un tratto di due pollici. Un po’ per volta, possiamo migliorare grazie a questo. Dobbiamo avere pazienza, e dobbiamo sapere dove stiamo andando, ma se ci ricordiamo ciò che significa “un pollice” allora abbiamo sempre dello spazio per muoverci.

Guardate una sequoia. Non cresce completa tutta in un volta. Procede poco a poco, e lo fa così lentamente e gradualmente che le sue radici sono in grado di trovare un appiglio anche in quella che sembra una dura roccia. Nel corso del tempo, con i suoi movimenti pollice dopo pollice, la sequoia sa spezzare il granito e trovare anche di che sostenersi. E nel contempo si muove pollice dopo pollice verso l’altro e si espande pollice dopo pollice in circonferenza. Se glielo permettiamo, la sequoia è capace di vivere di molte generazioni più a lungo rispetto a molte creture sulla Terra e ottenere una dimensione tale da essere difficile riuscire a sradicarela.

La sequoia non disdegna le tattiche del pollice. Come possiamo disdegnarle noi?

– Deng Ming-Dao, Everyday Tao [trad. Paola]

CHANG–Cantare | pensiero della settimana

CHANG – Cantare. L’ideogramma presenta tre differenti segni per bocca intendendo un gruppo di persone che sta cantando. Chi canta ai massimi livelli trascende il sé.
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Cantate. Ma da dove viene il canto? Avete una voce, ma è vostra la voce?

È il pittore che muove il pennello? È lo scrittore che crea il testo? È il danzatore che danza? O il pugile che pugila?

Cantate ed è un canto creato che tutti avete imparato dal vostro insegnante. Ma tramite tutti coloro che cantano, una volta tanto, arriva un canto che non è stato scritto sullo spartito, che non ha nulla a che fare con la tecnica, il respiro o l’emissione vocale. Non ha nulla a che fare con l’essere un cantante famoso, stare davanti a un’orchestra o su un palco di fronte a un pubblico,.

Può succedere che arrivi un canto così puro e divino che chi canta sa che non viene da sé stessp, ma da una grande e mistica fonte. Ogni cantante che ha provato questo, sa a che cosa è simile il TAO.

Voi meditate.Ma siete veramente voi a meditare?

–– Everyday Tao, Deng Ming-Dao [HarperOne] – Traduzione: Paola


“C’è soltanto un motivo per immergersi nelle storie e nelle immagini del Libro dei Mutamenti: il fatto che tratta di simboli di realtà archetipali.
Oggi, forse, non abbiamo principi, guerrieri e intrighi di corte, ma abbiamo molte situazioni similari.
Oggi, forse, possiamo non avere oche che volano sopra tumuli tombali, ma ricordarsi dei passaggi ciclici è sempre importante.”

–Deng Ming-Dao, The Living I Ching (trad. Paola)

MING–Fama | pensiero della settimana

MING – Nome, fama, reputazione. La forma quadrata in basso è il segno per “bocca”. In alto il segno per la parola “sera”, raffigurata dall’immagine di una luna crescente. Quando vi si chiama per nome da mattino a sera, allora siete famosi. Coloro che seguono il TAO non prendono nessun nome.
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Coloro che seguono il TAO non prendono nessun nome. Non cercano la fama. Non si curano della loro reputazione. Ciò che gli altri pensano sono delle trappole. Coloro che seguono il TAO non si lasciano definire, considerare o ammirare dagli altri. Vivere la vita del TAO è una vita solitaria. È una vera tentazione il desiderio di fama, sostegno e ammirazione… ma ciò è contrario al TAO.

Quando vi sentite disperati, e desiderate la comoda vita di chi è famoso e fortunato, prendetevi un momento per riflettere: avere quel sentimento dimostra che sapete cosa è contrario al TAO. Dopo averlo notato, ricordate di continuare a lavorare per la vostra meta.

Coloro che seguono il TAO evitano la fama.

–– Everyday Tao, Deng Ming-Dao [HarperOne] – Traduzione: Paola


LIAN–Pratica | pensiero della settimana

LIAN – Praticare, allenamento, esperienza, drappo di seta. A sinistra vi è il carattere per “seta”. A destra la fonetica. Pratica significa ripetizione, come un drappo di seta che viene ripetutamente immerso nella tintura. Praticare è organizzare sé stessi fin nella propria fibra più profonda.
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Per ottenere la seta, i bozzoli del baco da seta devono essere bolliti prima che il filo possa essere sciolto. E occorrono molte più ore per tingere il filo e poi tessere un indumento di seta. Forse è per questo che l’idea della pratica viene equiparata al raffinamento previsto nel processo della seta. Gli studenti all’inizio sono grezzi, come il filamento del baco da seta. Soltanto dopo il raffinamento dato dalla pratica possono diventare come seta raffinata e preziosa.

Quando gli studenti si recavano dagli antichi per imparare il TAO, i maestri enfatizzavano la parola “lian”, pratica. Fin tanto che lo studente praticava, comprendere il TAO era possibile. Non c’era nessuna limitazione riguardo al genere. Non c’era nessun requisito di classe. Non c’era nessuna condizione a un qualche misterioso talento. Giovani e vecchi, ricchi e poveri, tutti erano benvenuti nel seguire il TAO. Ma dovevano fare lo sforzo. Dovevano purificarsi dalle cattive abitudini e dai pregiudizi. Dovevano lavorare per acquisire abilità, così non solo da aiutare gli altri ma vivere la propria vita nell’indipendenza. Per questo serve molto tempo. Serve praticare

Più ci si armonizza con il TAO, più facilmente si può tornare ad esso. Più si applicano le lezioni del TAO nelle situazioni della propria quotidianità, più abili si diventa nel muoversi attraverso la complessità della vita. Tutto ciò aumenta con la pratica. Come una donna che fila la seta, coloro che seguono il TAO attraggono livelli di significato sempre più raffinati––

–– Everyday Tao, Deng Ming-Dao [HarperOne] – Traduzione: Paola


TA–Gli altri | pensiero della settimana

Ta – Lui, lei, loro, gli altri, esso. A sinistra vi è il carattere per “persona”; a destra la fonetica. Non dovremmo definire noi stessi per come ci definiscono gli altri.
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Tu mi chiami con un nome. Mi scrivi a un certo indirizzo. Nel fare un controllo formale, trovi una storia. Dici che sono nato in una determinata nazione e che, quindi, devo avere una determinata identità culturale. Dici che commercio, che sono un cittadino, che sono di una determinata razza, che sono di un determinato genere, che ho una famiglia. Pertanto, pensi che queste caratteristiche sono “me”.

Tu ti chiami con un nome. Dai un determinato indirizzo. Nel fare un controllo, trovano una storia. Dici di essere nato in una determinata nazione e che, quindi, hai una determinata identità culturale. Dici di commerciare, di essere un cittadino, che sei di una determinata razza, di avere una famiglia. Pertanto, pensi che queste caratteristiche siano “te”.

Se si è con il TAO, non si faranno questi errori.

Coloro che seguono il TAO possono manifestare l’apparenza di una personalità per la comodità delle altre persone e così essere lasciati in pace, però dentro di sé stanno costantemente cancellando tutte queste cose. Hanno intravisto la fonte che è il TAO e conoscono il vuoto, così non hanno bisogno di identità personali. Fondersi con il TAO, questo è il loro solo obiettivo.––

–– Everyday Tao, Deng Ming-Dao [HarperOne] – Traduzione: Paola


 

SHU–Arte | pensiero della settimana

Shu – Arte, abilità, magia. Questa è una combinazione della parola Xing, che significa “scorrere” e “avventurarsi” (che a sua volta deriva da un’antica immagine di “crocevia” ) con la parola di “cereali che crescono” (nel centro). Se le persone vogliono ottenere un raccolto, devono conoscere l’arte della coltivazione. Conoscere i passi per creare una crescita vitale: questa è arte.
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Gli antichi percepivano la vastità del TAO e volevano accordarsi ai suoi ritmi. Vedevano il TAO in tutto ciò che facevano, poiché ogni impresa/sforzo nella vita generava il suo proprio modo/via – un tao – e ogni impresa/sforzo si faceva meglio se si sapeva come fare. Pertanto, gli antichi enfatizzavano fortemente l’abilità. Il TAO non doveva essere seguito passivamente; doveva essere usato, con artisticità.

Coloro che nell’antichità seguivano il TAO spesso avevano la fama di essere dei maghi. Sapevano guarire le persone con le erbe e i massaggi. Potevano predire l’arrivo della pioggia. Sapevano dirigere le costruzioni di canali e mura. Sapevano coltivare con grande efficienza. Erano capaci di produrre oggetti di utilità pratica con i materiali disponibili. Sapevano difendersi dagli animali e dai predoni. Viaggiavano senza paura. Sapevano leggere le scritture più indecifrabili. Potevano conversare con tutti, dall’imperatore al più semplice operaio. Avevano tutte queste capacità, e altre che la gente diceva miracolose.

Ma questi antichi possedevano forse dei segreti mistici? No. Sembravano dei maghi solo perché possedevano abilità che gli altri non avevano. Se gli si dà l’opportunità, chiunque può imparare ciò che questi sapevano. Proprio come gli antichi cercavano di padroneggiare molte arti così da poter poi seguire il TAO impavidi nel mondo, anche noi dovremmo continuare a procedere nell’apprendimento e nella crescita interiore.

Allora, non importa quale situazione ci si pari davanti, possederemo l’arte di fronteggiarla.

– Everyday Tao, Deng  Ming-Dao [HarperOne]

(Traduzione: Paola)